Da Rava del Ferro anello Monte Sant’Angelo

  • 19-06-2021

Descrizione escursione:

Oggi abbiamo cercato una salita che in molti definisco complessa, lunga e non proprio banale. La montagna madre ci ha accolto un’altra volta nel suo mondo e noi abbiamo risposto pienamente salendo proprio la “Rava del Ferro”. Rava è il toponimo con il quale si indicano i canaloni delle valli così importanti, detritici e rocciosi. Qui la salita inizia seguendo il sentiero B5 che dal piazzale della Rava parte repentinamente verso l’inciso della montagna, tra rocce spigolose e una miriade di detriti (è opportuno parcheggiare l’auto lungo la strada sotto la parte boschiva, dove il rischio di caduta massi è parzialmente scongiurato). Con coraggio, voglia e determinazione, prendiamo a salire e subito le pendenze risultano notevoli. Il panorama iniziale è impresso tra rocce e ghiaioni dove il sentiero è parte integrante di quest’ultimi. Tra sfasciumi e sassi dominanti saliamo sotto il caldo della giornata. Fortunatamente l’aria di montagna ci allevia le alte temperature di inizio estate. Questa via è realmente ripida e insidiosa, ma allo stesso tempo rapida e corta per raggiungere le varie vette del corpo centrale del Parco. Lo scenario è sublime e l’ambiente risulta all’altezza delle aspettative. Rapidamente “scaliamo” l’immenso ghiaione iniziale salendo sul sentiero che a volte risulta più visibile e a volte meno. Voltandoci spesso vediamo proprio l’immensità di questa salita e rimaniamo affascinati da tutto questo spettacolo. Alle spalle le altre cime della Majella ci osservano con stupore e attendono anche loro una nostra visita ( Monte Morrone, Cima di Mucchia di Pacentro). Con continuità e senza fermarsi, arriviamo nella parte alta della via. Qui il sentiero piega naturalmente verso la destra orografica della valle che con rapidi e piccoli svolte porta sul terrapieno e successivamente verso il Monte Amaro. La nostra strada di oggi non ci porterà alla cima massima del Parco (Monte Amaro Mt. 2793 s.l.m.) e quindi proseguiamo diretti verso Cima Tre Portoni Mt. 2673 s.l.m. che raggiungiamo con facilità. Qui lo scenario “lunare” è sempre più impattante e i nostri sguardi si perdono a 360° su tutta l’immensità del parco.  La via per andare avanti ci porta a percorrere il sentiero P del parco e ad attraversare, in un continuo sali e scendi, due dei tre famosi “Portoni” (Selle) che si susseguono sulla via per il Monte Focalone Mt. 2676 s.l.m. In questi momenti, continuando a camminare, ci rendiamo conto che siamo nel cuore della montagna madre e lo spettacolo che questo Parco offre è pura magnificenza per anima e corpo. La valle Cannella sulla nostra destra con il rifugio Manzin incastonato tra le rocce, nell’anfiteatro del Monte Amaro e la valle dell’Orfento sulla sinistra ( Dal Ponte di Caramanico per la Valle dell’Orfento ), coronano e rivitalizzano ogni nostro passo. Qui a breve iniziamo ad intravedere la vetta di Cima Pomilio Mt. 2656 s.l.m., che sarà il primo nostro obiettivo di giornata. Qui tra rocce e dirupi siamo al limite dell’ultima salita verso il terzo Portone prima della vetta del monte Focalone. Naturalmente senza indugiare troppo, prendiamo la via senza alcun sentiero specifico verso la vetta del Monte Sant’Angelo Mt. 2669 s.l.m. lasciando così il sentiero più marcato. In lontananza sembra che tale asperità montuosa non possa giungere mai, ma in realtà il tratto da percorrere è rapido e senza grosse difficoltà, se non un ultimo tratto proprio sotto la vetta dove occorre fare attenzione e usare leggermente le mani. Qui, accanto alla piccola croce metallica, ammiriamo ulteriormente il paesaggio “lunare” che è dinanzi a noi, con la via intrapresa per giungere fino alla vetta e le varie altre cime del cuore, infinito e spasmodico della Majella. Dopo le foto di rito e con il meteo in leggero cambiamento, con l’aumento del vento, iniziamo a scendere. Riprendiamo rapidamente la via dell’andata transitando nuovamente sul sentiero P. Qui volutamente per la seconda volta, lo abbondoniamo per risalire rapidi e decisi verso la vetta del Monte Rotondo Mt. 2658 s.l.m. Anche adesso lo spettacolo di vetta è unico e in questo sperduto angolo sommitale, fuori da ogni sentiero segnato, continuiamo ad osservare con stupore tali meraviglie montuose. Terza cima sopra i duemila di oggi ma ancora tanta voglia di conoscere e scoprire paesaggi di grande vastità. La Majella è proprio immensa e con i suoi “74095 ha” di superficie a terra, si colloca come uno dei maggiori parchi nazionali come importanza e dimensione. Noi siamo dei piccoli uomini al cospetto della natura e godiamo della sua bellezza e rispettandola, possiamo continuare ad ammirare tali scenari. Quindi il nostro viaggio è sulla via del ritorno, infatti risaliti verso la cima dei Tre Portoni Mt. 2673 s.l.m. ci lasciamo “scivolare” sulla infinita discesa della Rava del Ferro. Non proprio banale, come detto all’inizio, la Rava è da temere anche in discesa, dato che la parte detritica e lo sfasciume sarà una costante per circa 2 ore. Con attenzione e giusta cautela, arriviamo al punto di inizio della nostra avventura. Qui con gli sguardi verso l’alto osserviamo nuovamente l’itinerario intrapreso e per l’ennesima volta restiamo meravigliati più che mai di questi stupendi luoghi.   

Da Rava del Ferro anello Monte Sant’Angelo (Earth)

Dati escursione:

Traccia Gps tramite Wikiloc: Da Rava del Ferro anello Monte Sant’Angelo

  • Lunghezza complessiva: Km 13.4
  • Tempo di percorrenza: 7 ore
  • Quota partenza: Mt 1498
  • Quota Arrivo: Mt 2673-2612-2669-2568 (Cima Tre Portoni-Cima Pomilio-Monte Sant’Angelo-Monte Rotondo (Majella))
  • Grado escursione: EE
  • Dislivello Salita: Mt 1507
  • Dislivello Discesa: Mt 1482
  • Previsione meteo: Cielo in prevalenza sereno con temperature del periodo. Vento nei pressi di Cima Pomilio.

Foto


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