Dal vallone di Fossaceca per anello La Cimetta

  • 31-10-2021

Descrizione escursione:

I severi ambienti di montagna regalano forti emozioni e suscitano grossa empatia, dove il richiamo del ricercato ambiente è ineluttabile e dove si respira la vera essenza di alpinismo. Al cospetto delle mostruose pareti del versante Nord del Gran Sasso abbiamo trovato le giuste motivazioni per compiere un anello fortemente voluto e che ci ha ripagato pienamente anima e corpo. Questo versante è da sempre qualcosa di veramente ostico e alpinisticamente un gioco per pochi. Stiamo più precisamente parlando del versante Nord del crinale orientale della catena del Gran Sasso d’Italia, dove la frequenza dell’escursionista è veramente frammentata e solo chi può chiedere tanto a se stesso è in grado di affrontare. Questo mondo, fatto di storie, vicende e purtroppo tragedie, risuona in noi come un ambiente da cercare e scoprire per ammirare da vicino quello che nelle guide si tramanda. Osservato dalla provinciale, subito dopo il paese di Isola Gran Sasso, questa conformazione rocciosa lascia senza fiato e gli sguardi si estendono da Est ad Ovest per ammirare, scrutando nelle cupe insenature, ogni minimo particolare che tutto ciò riesce ad offrire. L’impatto maggiore è sulla parete del Monte Camicia e il “Fondo della Salsa”, dove la roccia regala emozioni solo guardandola. La parete muore quasi a picco sul fondovalle e l’ambiente così severo suscita tremore e paura solo guardandola. Alta milleduecento metri, larga tre e mezzo, la parete nord del Monte Camicia si erge sul borgo di Castelli con tutta la sua maestosità. E’ la parete simbolo dell’Appennino, severa come il paretone del Gran Sasso, selvaggia come la nord delle Murelle sulla Majella, è la quintessenza dell’alpinismo nostrano. Noi quest’oggi ci siamo legati con gl’occhi a lei ma con il corpo abbiamo intrapreso il nostro cammino decisamente prima. Dalla strada consorziale di Pretara, nei pressi del bivio verso Le Cascate del Ruzzo, abbiamo iniziato la nostra ascesa. Qui la nostra via inizia dal Bosco di Pagliara a quota 850 Mt s.l.m. impegnando fin da subito il sentiero Cai N° 250. La salita risulta nei primi tratti comoda e il bosco offre in questa stagione il meglio di se in fatto di colori. I nostri passi si muovono senza problemi e lo sguardo sempre rivolto verso l’immensità delle imponenti pareti rocciose. Poco meno di un’ora di marcia e arriviamo alla Fonte del Peschio Mt. 1378 s.l.m. Questo sarà il punto finale dove chiuderemo il nostro anello. Ora la strada semi carrabile diventa definitivamente sentiero di montagna. Superiamo, salendo, l’inciso che costeggia la parete sommitale della Cimetta Mt. 2266 s.l.m. Ora la conformazione montuosa inizia a mutare e le alti pareti Nord sembrano incombere sui nostri corpi. Siamo nel Vallone di Fossaceca e la meraviglia del luogo è difficile da esprimere a parole. Nel cuore della montagna, isolati da tutto e tutti, viviamo questo momento come di vero “ambiente”. Sopra di noi è qualcosa di indescrivibile e le rocce sembrano caderci addosso. Il versante merita di certo ammirazione e rispetto e dovuta attenzione, soprattutto in questi periodi di transizione stagionale. L’ascesa è lunga e faticosa, dato che da dopo la fonte il sentiero 250 si erge prepotentemente verso l’alto tra rocce e erba che risulta non essere proprio comoda. Arriviamo a quota 2120 Mt. s.l.m. e anche se siamo a fine ottobre incontriamo tratti di neve già trasformata (ricordiamoci che siamo esposti a nord). Senza indugiare, indossiamo i ramponi e continuiamo a salire traversando il delicato passaggio sulla sinistra orografica. Il tratto più ostico risulta essere breve e dopo pochi centinaia di metri siamo fuori dai pericoli. Risaliamo ancora la via e ora immersi nuovamente nel cuore nord del Prena/Infornace ci fermiamo ad ammirare tale scenario come se fosse ad ogni sosta una nuova scoperta. Il vento inizia a farsi sentire, dato che siamo quasi a quota 2400 Mt. s.l.m. nei pressi della sella sotto il sentiero che conduce direttamente alla vetta del Monte Prena Mt. 2561 s.l.m. ( Monte Prena – Via dei Laghetti/Via Brancadoro ). Ora la via inizia a scendere con direzione Nord. Il primo tratto di discesa risulta non essere proprio comodo, infatti i nostri passi, perché ancora i ramponi ai piedi, saranno lenti e corti. Sulla piccola sella sotto la vetta della Cimetta Mt. 2266 s.l.m. ci prendiamo una meritata pausa, per ricaricare le batterie e goderci ancora lo scenario a 360° che abbiamo intorno. Adesso la via di rientro, tutta in discesa, risulta essere comoda e ben segnata. Stiamo percorrendo il Sentiero delle Costellazioni; una via che qualcuno del luogo ha identificato, facendo degli omini di pietra con segni rossi e gialli e con sopra nomi di Pianeti e Stelle che rendono il tutto molto affascinante e magico, come d’altronde tutto il contesto montuoso. Tale sentiero, ammirando e leggendo attentamente ogni iscrizione “cosmica” ci ha ricondotto direttamente alla fonte del Peschio per chiudere il nostro stupendo anello di vera montagna. Dalla fonte, dopo una doverosa bevuta d’acqua, con meno di 40 minuti siamo tornati nuovamente al punto di partenza, dove avevamo parcheggiato l’auto. Che dire…immensità, stupore, meraviglia e tanto, ma tanto impatto di vera e severa montagna, che di certo ci lascia grandi ricordi e forti emozioni per averla vissuta! 

Dal vallone di Fossaceca per anello La Cimetta (Earth)
Dal vallone di Fossaceca per anello La Cimetta

Dati escursione:

Traccia Gps tramite Wikiloc: Dal vallone di Fossaceca per anello La Cimetta

  • Lunghezza complessiva: 16,2 Km 
  • Tempo di percorrenza: 6 ore
  • Quota partenza: Mt 850
  • Quota Arrivo: Mt 2371
  • Grado escursione: EE
  • Dislivello Salita: Mt 1673
  • Dislivello Discesa: Mt 1645
  • Previsione meteo: Cielo in prevalenza sereno con temperature del periodo. Vento solo nei pressi della vetta.

Foto

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