Anello Foce – Canale sotto Quarto San Lorenzo

  • 28-02-2021

Descrizione escursione:

I Sibillini, come ogni volta che torniamo siamo colpiti, coinvolti e presi dalla loro infinta magia…Sibillini, luoghi e posti dove ogni appassionato di montagna dovrebbe venire ad ammirare almeno una volta nella vita. Noi abbiamo la fortuna di essere spesso avvolti da tale bellezza, in ogni stagione e con ogni meteo. Quest’oggi in pieno inverno abbiamo deciso di salire da Foce di Montemonaco verso la valle del Lago di Pilato. Siamo in due, come in un connubio perfetto tra le parti. Di buon mattino in un’atmosfera mistica e con i colori delle prime luci che avvolgono i nostri preparativi, abbiamo ammirato tale scenario come sempre facciamo, ma sempre con nuovo stupore. L’aria è pungente e da questo particolare ci aspettiamo grandi cose da noi stessi e dal manto nevoso che, se in ottime condizioni, può garantirci sicurezza e divertimento. Risaliamo decisi i Piani della Gardosa e tra le pareti rocciose notiamo neve e ghiaccio decisamente compatto soprattutto nei versanti a Nord. Arriviamo rapidi alla base delle “Svolte” e dopo pochi tornanti calziamo immediatamente i ramponi perché l’aumento della pendenza, legato alla neve pressata, ci causa instabilità e preferiamo viaggiare più comodi e tranquilli. Fuori dal bosco, si apre come sempre la valle e lo scenario cambia repentinamente ma lo stupore che rimane ogni volta inalterato. Continuiamo a camminare senza difficoltà e con tanta voglia di scoprire cosa ci potrà riservare la neve più in alto. Siamo soli nella valle, ma di certo altri appassionati saliranno dietro di noi. Risalendo ancora superiamo le prime cime del versante occidentale della catena, che osserviamo dal basso. Qui diverse scariche di neve hanno smorzato i canali e coperto la base dei bastioni. Cima di Forca Viola, Quarto San Lorenzo e più avanti Cima dell’Osservatorio. Ora fermi ad ammirare la cresta decidiamo di iniziare a risalire il crinale verso Quarto San Lorenzo. Notiamo un delicato inciso in ombra che esce sotto Cima dell’Osservatorio. Lì decidiamo sarà il nostro impatto con la giornata odierna. Dal basso della valle il canale sembra uscire senza grosse difficoltà in cresta e i nostri timori sono solo per alcuni tratti dove delle cornici di neve si affacciano prepotentemente nella direzione di salita. Dopo aver bevuto una calda tisana che ci allieta spirito e corpo, iniziamo la salita verso il canale. Mi metto davanti, dove noto che la prima parte in pieno sole ci provoca non pochi problemi e facendo strada trovo lenti i miei passi. La neve molla un poco e procediamo senza strafare e perdere il grosso delle forze. Continuiamo ad avanzare e proseguendo la condizione migliora, dovuta all’aumentare della pendenza. Fino ad ora le doppie picche lavorano per darci sicurezza e stabilità, ma non per l’eccessiva inclinazione della risalita. Aumentano i passi e ci avviciniamo sempre più verso la parte alta. La zona in ombra definisce appieno il canale. Qui siamo sotto le grosse cornici, che osservandole da vicino incutono veramente timore. Alziamo ancora e i ramponi e le picche lavorano con più decisione. Ora le pendenze sfiorano i 65° e la nostra concentrazione è alta. Saliamo con una sinergia maniacale e senza batter ciglia con la voglia di uscire che aumenta con l’inclinazione della via, arriviamo sulla parte dritta del canale. Faccia alla parete con le picche quasi in verticale facendo massima presa sul pendio, proseguiamo con decisione. Alziamo lo sguardo e l’uscita sembra essere lì, ma l’ascesa risulta interminabile. Passi delicati e appoggio sempre a tre punti, senza lasciare nulla al caso. Ci siamo…ultimi colpi di piccozza e ultimi scalini scavati nella neve e siamo fuori. E’ come una liberazione tra gioia, adrenalina e stupore. Spettacolo! La cresta è completamente ghiacciata e le vette dietro e davanti a noi colme di neve spazzata dal vento. Siamo leggermente sotto Cima dell’Osservatorio e la cima di Quarto San Lorenzo è difronte a noi, un po’ più in basso. Soddisfatti, appagati e contenti, scattiamo qualche foto per immortalare il ricordo. Stefano è provato dalla fatica e dal freddo , che lungo la parete, in ombra, si è fatto sentire. Per il rientro decidiamo di scendere verso Forca Viola, impegnando la cresta fino al valico. Alla forca, la nebbia inizia ad aumentare e il sole fantastico della mattina, cambia in pochi istanti, facendo spazio a nubi e vento. Arrivati al valico decidiamo di chiudere l’anello e rientrare a Foce, tramite il sentiero N° 554 che transita per il Casale Argentella (sommerso dalla neve) fino al passo di Sasso Borghese. Arrivati al passo, in un continuo sali e scendi tra accumuli di neve e raffiche di vento, scendiamo per un breve tratto tramite il sentiero N° 154. A metà via, deviamo liberamente verso la conca sommersa del bacino del Laghetto di Palazzo Borghese (ancora dormiente) e prendiamo il fosso “Il Canale” per disimpegnare la discesa senza difficoltà. Ormai è fatta e con 3 ore e mezza dall’uscita della via di salita, siamo nuovamente a Foce. Appagati, stanchi, ma soddisfatti, assaporiamo nuovamente l’armonia di una straordinaria escursione sui monti Sibillini.

Attrezzatura e Difficoltà:

Escursione invernale con manto nevoso abbondante ma trasformato solo nelle zone in ombra e nel canale. 

Ramponi – Piccozza – Casco

Dati escursione:

Traccia Gps tramite Wikiloc: Anello Foce – Canale San Lorenzo

  • Lunghezza complessiva: Km 16
  • Tempo di percorrenza: 8 ore
  • Quota partenza: Mt 1000
  • Quota Arrivo: Mt 2298
  • Grado escursione: EEAi
  • Dislivello Salita: Mt 1700
  • Dislivello Discesa: Mt 1700
  • Previsione meteo: Cielo in mattinata buono, ma in peggioramento nelle ore del pomeriggio con nebbia durante la fase di rientro.

Foto

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