Da Fonte Vetica al Dente del Lupo

  • 21-06-2020

Descrizione escursione:

Alpinismo e/o Escursionismo…l’alternarsi di entrambe le discipline di montagna dove spesso il limite di uno è l’inizio dell’altro e dove ogni appassionato non riesce a distingue quel momento di diversità. Siamo proprio entrati in un vortice impetuoso che crea dibattiti e incomprensioni, che fa vacillare le emozioni e provoca a volte squilibri di cordata. Oggi abbiamo cercato quello scalino in più per provare a dire: “l’alpinismo e il viaggio verticale è tutta un’altra storia”. Inizialmente la nostra giornata era più rivolta ad osservare ed esplorare un luogo del parco nazionale del Gran Sasso decisamente selvaggio e poco frequentato, dove molti escursionisti evitano di addentrarsi perché poco o per nulla segnalato. Siamo nel versante nord del Monte Camicia al cospetto del Dente del Lupo Mt 2297 s.l.m. Il nostro itinerario inizia dal classico parcheggio di Fonte Vetica Mt 1604 s.l.m. con grandi aspettative e il meteo che dalle previsioni rimarrà con noi in maniera amichevole fino all’ora di pranzo. Il nostro gruppo è sempre di grande affiatamento e l’allegra compagnia code quest’oggi di persone con la giusta buona dose alpinistica. Praticamente in 4+1 dove il solito piccolo alpinista resta sempre nel gruppo come pilastro delle nostre avventure. Due cordate pronte a vivere questa grande e importante salita alla vetta del duemila più ostico di tutta la catena appenninica. Fin dall’inizio le nostre scelte sono tra alpinismo ed escursionismo, ma qui guardandoci negli occhi optiamo per salire e toccare il Dente più famoso di tutto l’appennino. Partiamo con il solito buon passo e salendo senza difficoltà il vallone di Vradda, ci ritroviamo con meno di un’ora alla croce che delimita il sentiero con la cresta del Camicia. Da qui decidiamo di verticalizzare salendo direttamente in cresta dove intercettiamo il sentiero  CAI N° 253 che conduce al Monte Tremoggia Mt 2331 s.l.m. Arrivati in cresta la vista si perde nello spettacolo del versante Nord di tutta la catena orientale e finalmente intravediamo la proibitiva vetta che ci attende. Ci prepariamo fin da subito con la giusta attrezzatura, dato che da lì in poi le condizioni non saranno proprio ottimali. Da qui saliamo ancora per la cresta per cercare il giusto punto dove iniziare la discesa verso la forchetta di Penne. Finalmente ad un bivio, non proprio evidente ma segnalato con un piccolo bastone incastonato tra delle pietre sistemate ad omino, troviamo la via per iniziare la discesa. Siamo consapevoli che dobbiamo perdere decisamente quota e quindi iniziamo la discesa con decisione, ma con massima cautela, dato che la via non è segnata e soprattutto male individuabile. Scesi ancora intravediamo il canale di discesa che ci condurrà direttamente alla base del Dente. Qui l’imbocco è segnato da una scritta di colore rosso impressa su di una roccia con la dicitura “LUCKY”. Naturalmente di buon auspicio per chi si prepara ad affrontare questa via. Il canale è molto impervio e ripido e come in tutto questo ambiente la difficoltà maggiore è quella di non far precipitare massi a valle. Scendiamo ancora fino alla forchetta perdendo più di 250 metri di quota. Il Dente del Lupo è dinanzi a noi. Maestoso e imponente con un “Canino” rimaniamo affascinati e colpiti al suo cospetto. L’ultima fase prima dell’attacco della via è costituita dall’attraversamento di un traverso di pietre. Anche qui lo scenario è di tipo lunare e ai piedi del Dente ammiriamo questa grandiosa conformazione di roccia calcarea in continuo deterioramento. Ora siamo proprio sotto la parte dove l’escursionismo termina e inizia l’alpinismo vero e proprio. Purtroppo il meteo va peggiorando, ma ora che siamo nella fase più adrenalinica dell’escursione, guardandoci negli occhi, decidiamo di tentare. Partiamo con due cordate e i maestri di tale impresa vanno su fino alla prima sosta. La salita non è difficoltosa e infatti la via è catalogata di IV+. Il problema maggiore è la stessa conformazione del pilastro dove il continuo deterioramento provoca cadute massi in ogni fase di salita e discesa. Questo fenomeno rende questa cima molto difficoltosa e aumenta di conseguenza il grado della scalata( parere personale ). Altri due tiri importanti e siamo in vetta. Purtroppo la pioggia nella parte finale aumenta di intensità e ciò non ci lascia molto spazio per fare altro. Il tempo necessario per le classiche foto di rito che siamo costretti a scendere, armando con rapidità le doppie. Di nuovo a terra e con la leggera pioggia a farci compagnia, osserviamo la via di salita e la soddisfazione nei nostri sguardi ne è la prova lampande. Da qui ora ci attende la risalita del canale verso forchetta di Penne e successivamente fino alla cresta sotto il monte Camicia. Altra oretta lungo il vallone, con il meteo che fortunatamente ci ha dato un minimo di tregua, e siamo nuovamente alla macchina. Escursione superlativa, con una dose alpinistica che solo con adeguata conoscenza e preparazione può essere affrontata. Il Gran Sasso è montagna di grande impatto e in ogni suo luogo nasconde insidie e meraviglie ed oggi noi abbiamo assaporato proprio tutto questo.

Fonte Vetica - Dente del Lupo (Earth)
Da Fonte Vetica a Dente del Lupo

Fonte Vetica - Dente del Lupo

Relazione Tecnica Dente del Lupo:

Dati tecnici

  • Sviluppo: 100 m circa
  • Difficoltà: III/IV+
  • Difficoltà obbligatoria: IV
  • Impegno: R3/III
  • Esposizione: ovest
  • Materiale necessario: normale dotazione alpinistica. Utili due corde da 60 m. Corda fissa per facilitare la salita sul primo e secondo tiro e scarpette facoltative.

Dati escursione:

Traccia Gps tramite Wikiloc: Escursione Da Fonte Vetica a Dente del Lupo

  • Lunghezza complessiva: Km 7.7
  • Tempo di percorrenza:  6 ore
  • Quota partenza: Mt 1614
  • Quota Arrivo: Mt 2297
  • Grado escursione per avvicinamento: EE
  • Dislivello Salita: Mt 1230
  • Dislivello Discesa: Mt 1215
  • Previsione meteo: Cielo in prevalenza buono con nubi sparse, ma in peggioramento durante la fase ascesa al Dente e al rientro verso il parcheggio.

Foto

 

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