Da Foce di Montemonaco a “Holy Friday” – Pizzo del Diavolo

  • 29-12-2019

Descrizione escursione:

Giornata tutta d’un fiato senza grossi compromessi e senza indugiare troppo. L’inverno non proprio inverno di questo mese di dicembre è volato via con scarse nevicate e con il sole a picco, a modi primavera inoltrata. La neve sulle nostre montagne è un pallido residuo di quella caduta a fine novembre e la valle del lago di Pilato è parzialmente di bianco vestita. Tutto ciò però non esclude il divertimento e la nostra voglia di fare winter of the mountain! Come nostro solito partiamo di buon grado e alle ore 7:00 siamo già a Foce di Montemonaco. Rimaniamo un po’ meravigliati e interdetti, oramai da 3 anni ad oggi, nel vedere il piccolo borgo montano ancora in pessime condizioni strutturali e soprattutto con poca gente che lo rende vivo. Oltre a ciò la mancanza di neve ci provoca altra amarezza e non ci aiuta di certo per stimolare al meglio il nostro umore. Comunque siamo sempre uniti e felici di passare un’altra giornata in compagnia. Forse la nostra amicizia e la passione che ci accomuna, rende sempre più magiche le nostre avventure. Oggi siamo in 5, ma a causa del volume dell’attrezzatura che dobbiamo portare con noi, viaggiamo con due auto. Il sole è quasi nostro amico e i raggi primari ci attendono per scaldare il nostro spirito e corpo. La temperatura è al quanto bassa, attorno ai -5°C alla partenza. Iniziamo a risalire la valle attraversando dapprima la strada brecciata e poi i Piani della Gardosa. Ammiriamo come sempre la valle e le immense pareti e fossi che ci accompagnano fino all’inizio delle “svolte”. Qui iniziamo a vedere un leggero manto bianco, ma fin da subito ci rendiamo conto che la via sarà più contornata di ghiaccio che di neve. Usciamo dal bosco e il solito spettacolo che ci troviamo davanti ci lascia fermi ad osservare. Il Pizzo del Diavolo è il primo che spicca, con enormità e impatto e le pareti rocciose a destra e a sinistra ci stringono amichevole la nostra sede di salita. Continuiamo ancora e il sentiero è sempre più insidioso, causa “vetrato” che ci impone di calzare i ramponi e serrarli a dovere. Ora viaggiamo più sicuri e spediti e i nostri passi rompono di continuo lo strato di ghiaccio che prima ci impediva il semplice sollevamento di un piede da terra. Ora rapidi, giungiamo nella parte alta della valle. Qui in maniera univoca puntiamo al così detto “NASTRINO GHIACCIATO”, poi non è che l’attacco alla via alpinistica denominata HOLY FRIDAY aperta pochi anni fa da un gruppo di alpinisti romani, che scende a picco dal Pizzo del Diavolo. La colata è importante e già da sotto notiamo un bel nastro che ci chiama per ammirarlo da vicino e provare qualcosa di più. Il pendio sale progressivamente con la neve che aumenta ma senza crearci troppi problemi. Il disagio maggiore viene dalla temperatura, che più ci avviciniamo alla parete nord, più scende repentinamente. Altri strappi importanti e siamo sotto al canale con il gran gendarme che osserva le nostre azioni. La parete Nord incombe su di noi e la colata di ghiaccio ci appare come un immenso muro granitico, scolpito da non so quale forza della natura. Stando lì sotto la tentazione è forte e proviamo ad assaggiarlo con le picche già in mano. Qui l’esperienza gioca un ruolo fondamentale e il primo a colpire il coluoir trasparente è Davide. Sicuro e sciolto nei movimenti sale in progressione anche stando in libera. Qui senza alcuna sicurezza, va oltre il possibile dovuto, alzandosi di oltre 1.5 Mt. La tenuta del ghiaccio è ottima e dal suo sguardo riaffiora soddisfazione e adrenalina. Naturalmente neanche noi non possiamo fare a meno di resistere alla tentazione del “vetro” e con le picche strette proviamo a salire. Anche per noi l’ormone ci da la giusta spinta per progredire, ma la consapevolezza del rischio ci impone di fermarci. Il vento e il freddo comunque sono molto forti. Qui la temperatura scende al di sotto dei 10°C con picchi fino a -15°C. È veramente difficile gestire questa situazione e quindi con una lenta e accorta progressione iniziamo a scendere verso il lago per la classica toccata e fuga, con relativa foto di rito al più famoso bacino dei Sibillini. Qui con i raggi di sole che ci toccano leggermente, le temperature si fanno più soffici e i nostri sguardi sono più rilassati. Ammiriamo come sempre il luogo simbolo del parco e osserviamo le numerose vie di risalita che d’inverno ci fanno innamorare ancora di più dell’immensità alpinistica dei monti Sibillini. Naturalmente per oggi è fatta e lasciandoci alle spalle il lago di Pilato, iniziamo la discesa verso Foce di Montemonaco per chiudere definitivamente la nostra escursione. Giornata magica e compagnia sempre importante che gioca il solito ruolo per goderci al meglio ogni esperienza.

Da Foce di Montemonaco a Nastrino Ghiacciato (Earth)
Da Foce di Montemonaco a “Holy Friday” – Pizzo del Diavolo

Da Foce di Montemonaco a Nastrino Ghiacciato

Attrezzatura e Difficoltà:

Escursione invernale con condizioni della neve ottimali solo in parte e solamente sopra i 1800 Mt. Ghiaccio e neve crostosa fino a sotto il gran Gendarme. La via “Holy Friday” in ottime condizioni e colate di ghiaccio corpose per salita al canale. Pericolo valanghe con fattore 1 (Debole).

Ramponi – Piccozza – Casco – Imbrago – Corda

Dati escursione:

Traccia Gps tramite Wikiloc: Da Foce di Montemonaco a “Nastrino Ghiacciato”

  • Lunghezza complessiva: Km 13.4
  • Tempo di percorrenza: 7 ore
  • Quota partenza: Mt 1000
  • Quota Arrivo: Mt 2050
  • Grado escursione: EEAi
  • Dislivello Salita: Mt 1270
  • Dislivello Discesa: Mt 1270
  • Previsione meteo: Cielo sereno e terso in assenza di vento per la completa escursione.

Foto

 

Logo PNG