Da Prati di Tivo al Corno Grande (Vetta Occidentale)

  • 31-03-2019

Descrizione escursione:

La migliore espressione di libertà forse è proprio la montagna. Per alcuni è decisamente il concetto migliore da esprimere quando ci si trova in ambiente montuoso e dove si taglia, almeno per una giornata, il cordone virtuale che ci lega alla monotonia giornaliera che spesso ci soffoca. Noi fortunatamente godiamo di questa espressione abitualmente e la voce libertà usata più volte per far comprendere lo spirito delle nostre avventure. L’unico vincolo delle nostre uscite lo emette la montagna stessa, infatti lei ci chiama o ci allontana. Rispettandola riusciamo ad apprezzarla al meglio, conoscendoci l’un l’altro. I nostri sforzi odierni sono stati concentrati sul tetto massimo dell’appennino centrale, ancora in veste invernale e da prendere con massima cautela in ogni stagione. Pianificando come sempre la nostra escursione non abbiamo messo limiti alla riuscita di tale impresa e passo dopo passo con stupore abbiamo toccato la vetta. Il nostro gruppo oggi è di 4 unità, sempre molto affiatate e dove l’amicizia e l’armonia enfatizza sempre al massimo le nostre giornate. Forse sono proprio le componenti giuste per la riuscita di ogni nostra avventura, senza discorsi sulla burocrazia e legalità associate ai vincoli moderni. Amicizia, spirito di avventura e rispetto reciproco, un po’ come le vecchie abitudini di una volta e con le quali siamo cresciuti fin da bambini e come ci hanno insegnato coloro che ci hanno preceduto in montagna. Infatti con tali cognizioni oggi abbiamo “attaccato” il Gran Sasso. Il sole è sorto da poco e dal piazzale dei Prati di Tivo 1446 Mt s.l.m. abbiamo iniziato i preparativi per la salita. La giornata è ottima e il cielo terso attende solo di essere fotografato. La preparazione è più lunga del solito, dato che il materiale da indossare non è proprio come le altre uscite. Casco e imbrago con una longe di sicurezza, da utilizzare successivamente sul traverso dopo la Madonnina (Passo delle Scalette-corda fissa per superare l’insidioso traverso). Iniziamo il nostro cammino e fin dai primi passi ammiriamo la maestosità di questa montagna. I campi parzialmente innevati ci fanno capire che anche qui la stagione invernale non è stata pungente. L’ovovia che sale alla Madonnina 2007 Mt s.l.m. è in funzione ma noi non siamo abituati a sfruttare tali agevolazioni. Amiamo soffrire e goderci appieno ogni momento. A metà tragitto la neve aumenta sia di quantità che di consistenza e prontamente abbandoniamo i bastoncini e prendiamo piccozza e ramponi. Dopo 45 minuti siamo alla stazione della Madonnina e notiamo con stupore che molti escursionisti salgono in “carrozza”. Piccola pausa, foto per immortalare ogni minimo spazio di questa montagna e ripartiamo per la salita. Il tratto del passo delle Scalette è innevato parzialmente, ma utilizziamo ugualmente la corda fissa per stare più tranquilli durante la salita. In molti salgono in libera, ma altri adottano la nostra stessa metodica di salita. Qui lo spettacolo è unico e tutto attorno merita più di uno scatto e grande ammirazione. La sagoma del rifugio Franchetti è ben visibile e sarà la nostra prossima meta. Saliamo rapidi, anche se la neve non è delle migliori. Rispetto al sentiero estivo, quello invernale è decisamente diverso e taglia di traverso sul vallone delle Cornacchie, passando più alto proprio sotto i bastioni del Corno Piccolo. Con 1 ora abbondante siamo al Franchetti, dove una meritata sosta ci appaga delle prime fatiche. Il rifugio ha riaperto questo weekend e già molti appassionati sono venuti a visitare questo stupendo luogo di montagna. Scambiamo due parole con i ragazzi del rifugio che ci confermano che fin dalla giornata di ieri sono stati in molti a salire, qualcuno pernottando direttamente per sviluppare la salita con la tranquillità delle prime ore diurne. Qui gli sguardi spazziano sulle innumerevoli cime e vie che si snodano attorno e notiamo che in molti salgono proprio per il ghiacciaio del Calderone. Prendiamo con decisione anche noi questa via e anche qui in pieno sole, la neve non è delle migliori. Oggi le temperature sembrano di primavera inoltrata e a risentirne maggiormente è proprio il manto nevoso. Continuiamo a salire e dopo più di 30 minuti siamo al ghiacciaio del Calderone. Ora la sosta non è per recuperare le forze, bensì per ammirare lo spettacolo che abbiamo di fronte. Il cuore del massiccio centrale si apre davanti a noi in uno splendore unico di questa giornata. La vetta Orientale, la Centrale, la forcella del Calderone, la forcella Gualerzi, il Torrione Cambi, il grande terrazzo e tutto l’invaso del ghiacciaio. Difficile sviluppare con le parole tale spettacolo perché non basterebbero. Qui occorre esserci per vedere tali scenari. Altre foto per immortalare il tutto e siamo di nuovo in marcia. Traversiamo agevolmente il ghiacciaio e in zona d’ombra prendiamo la via che sfocia in cresta. Qui la neve è ottima e più saliamo e più la consistenza aumenta. Altri passi sul pendio, ormai prossimo ai 45° d’ inclinazione, che sbuchiamo in cresta. Anche qui rimaniamo affascinati da quello che i nostri occhi riescono a vedere. Il versante aquilano è in pieno sole e tutto il comprensorio è sublime per i nostri sguardi. Pochi passi e ci siamo…la vetta Occidentale del Gran Sasso è nostra. Come sempre ci stringiamo per congratularci a vicenda sull’ottima riuscita dell’escursione. Altri scatti, piccola pausa per rifocillarci a dovere e con la consapevolezza che stiamo solo al 50% dell’opera, iniziamo la discesa. Senza fretta e sviluppando il tracciato sul pendio anche a gambero, risiamo sul ghiacciaio del Calderone. Da qui ormai è fatta. Tocchiamo nuovamente il rifugio Franchetti e da lì proseguiamo verso la Madonnina e successivamente alla macchina. Giornata epica e senza sbavature e con il successo di aver toccato la vetta Occidentale del Gran Sasso in ambiante innevato.

Da Prati di Tivo al Corno Grande Vetta Occidentale - Calderone Winter (Earth)

Da Prati di Tivo al Corno Grande Vetta Occidentale - Calderone Winter

Attrezzatura e Difficoltà:

Escursione invernale con condizioni della neve ottimali solo in parte e solamente sopra i 2100 Mt. Dal ghiacciaio del Calderone neve più compatta. Pendio finale prima dell’uscita cresta di 55°/60° (AD+) da impegnare con cautela. Pericolo valanghe con fattore 1 (Debole).

Ramponi – Piccozza – Casco – Imbrago – Cordino di Sicurezza

Dati escursione:

Traccia Gps tramite Wikiloc: Da Prati di Tivo a Corno Grande

  • Lunghezza complessiva: Km 10.2
  • Tempo di percorrenza: 7 ore
  • Quota partenza: Mt 1446
  • Quota Arrivo: Mt 2912
  • Grado escursione: EEAi
  • Dislivello Salita: Mt 1533
  • Dislivello Discesa: Mt 1533
  • Previsione meteo: Cielo sereno e terso in assenza di vento per la completa escursione.

Foto

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