Da Cesacastina ad Anello Monte Gorzano-Spaccato

  • 17-03-2019

Descrizione escursione:

Aspettative importanti per la giornata odierna erano già prese in considerazioni il giorno prima. Qui analizzando pienamente il percorso da effettuare è sorto alla luce che l’anello da impegnare non era proprio del tutto banale e che gestire al meglio i tempi e le forze, sarebbe stato la cosa più impegnativa da fare oggi. Infatti così è stato e alla fine proprio la gestione è risultata determinante per divertirsi al meglio senza compromettere sicurezza e banalità. L’abitato di Cesacastina nel cuore dei Monti della Laga è stato il nostro ultimo borgo visto dopo il punto prefissato per la partenza, posto un paio di Km sopra di esso. Cesacastina, prima del famoso sisma del 2016, era un paesino caratteristico e discretamente abitato con tutta la voglia di continuare a resistere, dove la vita rimarcava abbondantemente la cultura di una terra vista con gli stessi occhi degli abitanti. Esso, come altri piccoli borghi, ha subito lo spopolamento e il declino e con forza sta cercando di risalire la china mantenendo vive tradizioni e culture. Lottare con il tremore di sprofondare… Noi attraversandolo abbiamo capito che alimentando le montagne forse potrà rivivere al meglio e con più serenità. La sterrata che esce dal paese conduce ad un bivio da dove si intraprende il sentiero N°354 che conduce verso la famosa valle delle cento fonti. La giornata è delle migliori e solo il calendario ci ricorda di essere ancora nella stagione più fredda. La neve per ora è solo un miraggio e solamente lo sguardo rivolto verso le alte cime identifica la montagna d’inverno, che nasconde sempre il suo aspetto più delicato da prendere con la giusta cautela. Siamo in quattro e proseguiamo lungo la strada tagliando con determinazione qualche tornante per smorzare la monotonia della sterrata. Al temine il sentiero si biforca di nuovo e qui voltiamo verso destra dato che il nostro obiettivo è salire la “Cresta delle Troie” per arrivare in vetta al Gorzano senza intraprendere altre direzioni. Il Gorzano è il nostro primo 2000 di giornata e con i suoi 2458 Mt s.l.m. è anche la vetta massima dei Monti della Laga, nonché della regione Lazio. Questa cima in molti la salgono venendo dal versante amatriciano salendo dal “Sacro Cuore” e impegnando la via N° 365. Oggi noi abbiamo cercato una via più solitaria ma di grande impatto visivo. Salendo la cresta delle Troie lo sguardo su altre vette della Laga è sublime. Qui con ai piedi la valle delle cento Fonti, abbiamo dinanzi le vette della Laghetta e il monte di Mezzo di Campotosto e naturalmente dietro tutto il massiccio del Gran Sasso. Gli sguardi si perdono ogni qual volta li togliamo dal sentiero, perché la visione di tali montagne in inverno è sempre da incorniciare. Quota 2200 Mt è la neve inizia a farsi vedere. Ora la salita è più ripida e arrivati sull’ultimo traverso vediamo la vetta praticamente a due passi. Ora il manto è più consistente e l’aria che incontriamo gli va di pari passo. Coperti a dovere e con un altro piccolo sforzo siamo in vetta. Il Gorzano è nostro con 4 ore scarse di cammino. Con i nostri sguardi rivolti verso l’altro versante con Pizzo di Moscio 2411 Mt s.l.m. e la catena dei Monti Sibillini dietro, puntiamo un ulteriore 2000. Foto di rito (Alessio in copertina come prova schiacciante) e iniziamo la discesa verso la cresta che conduce verso il Monte Spaccato 2280 Mt s.l.m. Qui indossiamo ramponi e piccozza per scendere più agevolmente verso una cresta che da lontano sembra più “cattiva” ma che attraversandola non crea nessun problema. Ci voltiamo più di una volta per osservare sua maestà il Gorzano da sotto. Sembra un blocco monolitico coperto di bianco: Spettacolo puro! Pochi passi ancora, ripido pendio e siamo al Monte Spaccato. Questa insolita vetta non presenta grosse difficoltà alpinistiche, ma solamente in inverno è più ostica da raggiungere. Ora il bello per chiudere l’anello è di fronte a noi. Scendiamo verso la valle della Fiumanta e identificato un canale favorevole per la risalita, non attendiamo oltre. Passi regolari, picca sempre in tiro e via verso l’alto. La cresta delle Troie ci attende. La pendenza è attorno ai 50°/55° e non causa difficoltà. Purtroppo la neve non è il massimo, dato anche la posizione del sole, che abbiamo a 45° la rende meno consistente. Decisi, ma concentrati saliamo verso un sentiero non proprio identificato. Raggiunta la sommità della cresta e concluso l’anello ci accingiamo a riprendere la via del ritorno. Semplice e decisamente più tranquilla del canale, la cresta delle Troie ci conduce fino al sentiero iniziale che termina al parcheggio dove ritroviamo finalmente il nostro punto di partenza.

Da Cesacastina anello Gorzano-Spaccato (Earth)
Da Cesacastina anello Gorzano-Spaccato

Da Cesacastina anello Gorzano-Spaccato

Attrezzatura e Difficoltà:

Escursione invernale con condizioni della neve ottimali in parte e solamente sopra i 2100 Mt. Pendii di 55°/60° (AD+) da impegnare con cautela. Manto nevoso stabile e consistente/compatto fin dai primi passi e pericolo valanghe con fattore 1.

Ramponi – Piccozza

Dati escursione:

Traccia Gps tramite Wikiloc: Da Cesacastina ad Anello Monte Gorzano-Spaccato

  • Lunghezza complessiva: Km 16
  • Tempo di percorrenza: 7/8 ore
  • Quota partenza: Mt 1325
  • Quota Arrivo: Mt 2458/2280
  • Grado escursione: EEAi
  • Dislivello Salita: Mt 1662
  • Dislivello Discesa: Mt 1599
  • Previsione meteo: Cielo sereno e terso in assenza di vento per la completa escursione.

Foto

 

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